Cure naturali/Erbacìa/Fitoterapia

Erbacìa: la farmacia in campo – un po’ di storia

un po’ di storia, così per cominciare.. sì perché l’uomo ha imparato trarre vantaggio dalle piante fin dai tempi antchi, scoprendole alimento, indumento e riparo, arnese da lavoro o fonte di calore, cosmetico, profumo e medicamento. © copyright Associazione Culturale OpificiumLa scoperta delle proprietà curative è avvenuta per lo più in maniera casuale, istintiva, attraverso le esperienze, positive e negative, ma col tempo lo studio degli effetti delle erbe e dei loro estratti sono stati razionalizzati: all’inizio la conoscenza delle proprietà terapeutiche delle piante veniva tramandata oralmente, di generazione in generazione, poi piano pianto è stata codificata e scritta, e tanto per ricordare, tra i principali autori, Ippocrate, i Monaci nel medioevo e Santa Ildegarda.

Poi, verso la fine del 1800, la moderna industria farmaceutica ha cominciato a spiazzare sempre più la medicina tradizionale basata sui rimedi naturali, ma (per fortuna, aggiungerei) recentemente si osserva una sempre maggiore sensibilità ed interesse da parte della popolazione che sta determinando un ritorno alla fitoterapia; questo anche grazie ai progressi della chimica che con tecniche moderne è stata in grado di isolare, identificare e testare sempre più principi attivi contenuti nelle piante.

NB I principi attivi delle piante medicinali sono essenzialmente costituiti da sostanze amare, alcaloidi, acidi, oli essenziali, glucosidi, mucillagini e molti fanno parte della composizione di numerosi prodotti farmaceutici. Gli estratti delle piante di norma contengono più principi attivi che collaborano tra loro per dare l’effetto finale, i singoli principi attivi invece possono essere addirittura dannosi se isolati e presi in dosi eccessive. Per esempio la salvia, comune erba usata in cucina per aromatizzare molti piatti, contiene i tujioni e la canfora, tossici se assunti in dose eccessiva, il cui effetto viene attenuato notevolmente dagli altri principi attivi presenti nella pianta intera o negli estratti. È quindi molto importante prestare attenzione alle dosi suggerite e agli effetti collaterali descritti per ciascun estratto di origine naturale.

Ma a questo punto mi domando, quando è possibile ricorrere alla nostra farmacia nell’orto? I rimedi naturali possono essere usati con successo in molti disturbi e di norma possono essere affiancati ai farmaci tradizionali senza interferire con essi, tranne in alcuni casi noti, che devo essere attentamente valutati dal medico. Quindi, è comunque sempre opportuno rivolgersi al proprio medico curante o comunque all’esperto, farmacista o erborista che sia, se si decide di assumere un qualsiasi rimedio naturale, soprattutto se si assumono già altri farmaci.

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