Cure naturali/Erbacìa/Fitoterapia

Si fa presto a dire OLEOLITO (1 di 2): oleolito di CAROTA un toccasana per la pelle

Ma prima di tutto…

Cos’è un oleolito.

Un’oleolito è un macerato oleico di una o più piante, fresche o secche, in un olio o in una miscela di oli. Dal punto di vista tecnico l’oleolito è una soluzione oleosa di fitocomplessi liposolubili, ottenuto per digestione solare,  o infusione.

Come ottenere l’oleolito.

Secondo la tradizione galenica le piante, raccolte durante il loro tempo balsamico (quindi all’apice della loro produzione di principi attivi), vengono messe a macerare per un ciclo lunare (28 giorni), completamente ricoperte di olio extravergine di oliva (olio evo). In realtà al giorno d’oggi vengono scelti anche altri oli, come l’olio di vinaccioli, di girasole o di riso, per la produzione di oleoliti che poi verranno usati nella formulazione di creme ed unguenti.

Come preparare l’oleolito.

Nella preparazione, la scelta più semplice, è la tradizionale macerazione (in estate sotto il sole, in inverno semplicemente al calduccio), quindi, una volta raccolta e pulita e sminuzzata la pianta prescelta, la si pone in un barattolo di vetro capiente e la si ricopre completamente di olio. Trascorse 4 settimane, avendo avuto cura di agitare quotidianamente il barattolo, il macerato va filtrato e travasato in un altro contenitore, lasciato decantare qualche ora, e poi riposto nel contenitore finale che dovrà essere richiudibile e di vetro scuro. A questo punto vi si può aggiungere un conservanet, che può essere qualche goccia di olio di Benzoino, oppure della vitamina E, a seconda della disponibilità.
Questo in linea di massima, poi ci sono diversi accorgimenti, che verranno approfonditi nella seconda parte di “Si fa presto a dire OLEOLITO

Un pratico esempio: l’Oleolito di Carota

CAROTA

Indicato per le pelli secche e screpolate, specialmente nella stagione fredda. Si prepara con il metodo a caldo, in un pomeriggio è pronto e dopo una notte o due per pulirlo dalle impurità e dall’acqua di vegetazione rilasciata dalla carota, è pronto per essere impiegato come base grassa nella preparazione di creme e unguenti.

Si usano 100g di carota ogni 100mL di olio, nel mio caso ho preferito miscelare olio di oliva, girasole e semi di lino (7o:20:10). Le carote vanno grattugiate, messe nel contenitore che andrà a bagnomaria, ricoperte di olio e lasciate sobbollire circa 2, 3 ore al massimo. Poi si filtra in un contenitore trasparente utilizzando un panno di cotone, si lascia riposare almeno una notte coprendo con un altro panno pulito, dopodiché si può travasare l’oleolito nel contenitore finale, questo passaggio è delicato, bisogna prestare molta attenzione per evitare che l’acqua e le impurità, ormai entrambe sul fondo, finiscano nella bottiglia.

.happy working.

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2 thoughts on “Si fa presto a dire OLEOLITO (1 di 2): oleolito di CAROTA un toccasana per la pelle

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