Cure naturali/Erbacìa/Fitoterapia

Si fa presto a dire OLEOLITO (2 di 2): Breve vademecum per la Spignattatrice Curiosa

Cara Spignattatrice Curiosa,

ti piace l’appellativo?
Eccoti un breve vademecum sugli oleoliti, nonchè la seconda parte di “Si fa presto a dire Oleolito“. Purtroppo in internet si trovano molte imprecisioni, se non addirittura errori, quindi fammi sapere se hai altre curiosità irrisolte, risponderò più che volentieri!

L’Equilibrista

(Mi rivolgo ad un’amica, conosciuta da poco, ma che mi ha fatto subito una grande simpatia.. che sia anche una questione di appartenenza? Chissà..)

Ma torniamo all’argomento in questione, gli oleoliti; questa volta approfondiremo le proprietà:

Le proprietà degli oleoliti sono direttamente collegate a quelle della pianta e dell’olio che si è scelto di utilizzare, andiamo quindi a vedere brevemente:

  1. Gli Oli più comuni e le loro caratteristiche principali;
  2. Le piante più diffuse e le loro caratteristiche principali;
  3. I metodi per ottenere un oleolito;

1. Gli Oli più comuni:

Olio Extra Vergine di Oliva (Olea europea): il famoso Olio EVO. E’ molto nutriente e ricco di antiossidandi, svolge quindi un’azione preventiva nei confronti dell’invecchiamento cutaneo, inoltre l’abbondante presenza di antiossidanti permette una naturale autoprotezione dall’irrancidimento.
Può essere usato su viso, corpo e capelli; l’unica pecca è l’odore caratteristico: è piuttosto persistente e spesso copre l’aroma della droga utilizzata.

Olio di Mandorle Dolci (Prunus amygdalus dulcis): lenitivo, emolliente, nutriente, in una sola parola eudermico; è particolarmente indicato per le pelli delicate, secche e sensibili, può essere usato nella cura dei bambini e viene largamente utilizzato in gravidanza (ndr. qui si parla dell’olio tal quale, nel caso si intenda usare un oleolito in gravidanza, allattamento e sui bambini è meglio sempre chiedere il parere del medico curante: i principi attivi rilasciati dalle droghe nell’oleolito potrebbero non essere indicati).
Purtroppo irrancidisce facilmente, pertanto è preferibile conservarlo in frigo, o usarlo in miscela con altri oli.

Olio di Riso (Oryza sativa): ricco di gamma orizanolo e altri fitosteroli, sulla cute ha proprietà emollienti, idratanti e protettivi nei confronti dei raggi UV. E’ molto delicato e praticamente inodore.

Olio di Jojoba (Simmondsia chinensis): non è proprio un olio, ma una cera liquida, è molto resistente all’irrancidimento e ha spiccate proprietà eudermiche, inoltre essendo chimicamente molto simile al sebo umano riesce a regolarizzare la funzione delle ghiandole sebacee.
Per la produzione degli oleoliti è meglio usarlo in miscela con un altro olio; inoltre agendo come buon antiossidante e avendo proprietà antibatteriche può essere aggiunto ad ogni oleolito come conservante – in proporzione di 1/3 o 1/4.

Olio di Girasole (Helianthus annuus): molto simile all’olio di mandorle dolci, ma presenta un odore meno sgradevole quando irrancidisce.

Olio di Avocado (Persea americana): (ndr: uuuh, su questo potrei scriverci una tesi… oops già fatto) simile all’olio di oliva, racchiude in sé molte proprietà presenti anche negli altri olii; contiene infatti, una frazione di principi attivi (la frazione insaponificabile) che gli conferisce proprietà nutrienti, eudermiche, sebosimili e protettive nei confronti dei raggi UV. Le sostanze funzionali contenute nell’olio di avocado sono in grado di stimolare la produzione di collagene solubile da parte dei fibroblasti del derma e di inibire l’attività delle collagenasi, ne consegue un’efficace azione di rinnovamento cutaneo, incremento dell’idratazione e dell’elasticità, ovvero: le rughe si distendono, le smagliature si assottigliano, la cute assume un aspetto più sano e giovane.

2. Le piante più diffuse:

In base all’oleolito che si vuole ottenere si possono scegliere infiniti fiori, foglie, radici, e piante intere.

Raccolta: Se si decide di raccogliere da sé la pianta è meglio sapere qual è il suo tempo balsamico, quindi si può procedere alla raccolta, avendo cura di lasciarne sempre una parte, così da poter assicurare una nuova produzione per l’anno successivo.

Erboristeria (più semplice): affidandosi al proprio erborista di fiducia, acquistando la pianta desiderata già pulita, essiccata e sminuzzata a dovere.

Alcuni esempi estemporanei di droghe comunemente usate anche negli oleoliti, possono essere: lavanda, achillea, rosmarino, carota, incenso, camomilla, calendula… Si possono usare tutte le droghe che contengono principi attivi liposolubili (in linea di massima praticamente tutto). È quasi sempre preferibile utilizzare la pianta secca, in quanto la presenza dell’acqua di vegetazione accelera il naturale processo di irrancidimento, però nel caso in cui si debbano per forza usare piante fresche, come ad esempio l’ipericola melissa, o la carota, esistono semplici accorgimenti tecnici per ottenere comunque un buon prodotto, per esempio riducendo i tempi di preparazione, con la preparazione a bagnomaria (come spiegherò tra poco); questo metodo infatti richiede solo qualche ora, anziché qualche settimana: la si lascia decantare per far sì che acqua e olio si separino naturalmente, e si possono aggiungere alcune gocce di olio essenziale con azione conservante.

3. I metodi:

Esistono principalmente tre metodi per ottenere un buon oleolito, vanno scelti accuratamente in base alla matrice vegetale, all’olio, al tempo a disposizione e alla preparazione finale che si vuole ottenere.

Digestione solare: la digestione solare è il metodo classico, la si adopera soprattutto per tutte quelle droghe che vanno raccolte in estate e usate fresche, una su tutte l’iperico.
Si devono usare dei contenitori di vetro sufficientemente capienti, e ricoperti di carta stagnola in modo che le matrici vegetali all’interno non vengano irradiate direttamente dai raggi UV.  Il contenitore andrà esposto ai raggi caldi del sole per almeno 15 giorni  (io lascio trascorrere sempre un ciclo lunare, ovvero circa 28 giorni). Trascorso il tempo necessario si filtra il tutto aiutandosi con un imbuto rivestito da un panno di cotone, e lo si lascia decantare per una notte in modo che impurità e acqua finiscano sul fondo.
Il giorno successivo si trasferisce l’oleolito, versandolo lentamente, nel contenitore finale.

Macerazione a freddo: Dopo aver messo la droga scelta nel barattolo di vetro, la si copre con l’olio, e si chiude il barattolo con un telo di cotone se la pianta è fresca, oppure, se si usano matrici essiccate, semplicemente con il coperchio. Il barattolo va tenuto al buio per una luna (c’è chi aspetta fino a 40 giorni), agitandolo di tanto in tanto; dopodiché si filtra e si procede come sopra.

Bagnomaria (macerazione a caldo): questo metodo è indicato per le droghe che non si riescono ad essiccare e/o quando manca il sole, ad esempio io ho preferito la macerazione a caldo nella preparazione dell’oleolito di carota (che poi è diventato la base grassa per un unguento).
Il barattolo che contiene il macerato non deve toccare il fondo della pentola e deve stare il più fermo possibile c’è chi usa dei canovacci, chi due pentole bloccando i manici con degli elastici. Che la pianta sia fresca o secca, è meglio coprire con un panno. Il tutto va lasciato sobbollire per 2 fino a 4 ore, dipende sempre dalle caratteristiche della droga; poi si filtra e si imbottiglia come sempre.

Qualsiasi metodo si decida di usare, è meglio seguire questi piccoli accorgimenti:

Pulizia dei barattoli: è sempre meglio lavare accuratamente barattoli e coperchi con sapone e alcol, facendo attenzione che si asciughi del tutto, ma anche un giro in pentola pressione o in forno per una sterilizzatina non sono mai cattive abitudini 😉

Conservazione dell’oleolito: Oltre alla classica conservazione al buio e lontano da fonti di calore, è anche possibile aggiungere all’oleolito alcune sostanze antiossidanti come il tocoferolo (vitamina E), l’olio di jojoba, o semplicemente un rametto di rosmarino.

.happy working.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...