Ecologia/OrtopelosoProject

l’Agricoltura Biodinamica, Biologica, Sinergica nell’Ortopeloso – ovviamente “for dummies” #03/12

Su gentile richiesta: – ma perché non ci fai un tutorial? – ma ce ne sono a bizzeffe!! – eh ma i tuoi pomodori li ho mangiati e ho visto che funziona, quindi mi fido!

…ehm effettivamente c’ha ragione…

e visto che la mia è una tecnica mista liberamente ispirata all’agricoltura sinergica, eccomi qui, con la foto del progetto di marzo (alla fine del post) e questa volta con un paio di parole spese in più.

Due parole sulle tecniche di coltivazione alle quali mi sto ispirando – due, tanto per capirci, poi mi riprometto di approfondire

Agricoltura tradizionale secondo i ritmi della luna: quella di nonno per intenderci, le fasi lunari – secondo la tradizione, e io ci credo – influiscono molto sui cicli di crescita così le semine, come pure le potature, vengono organizzate seguendo pochi principi fondamentali. La Luna Crescente favorisce la messa a fiore, quindi a frutto, quindi a seme; la Luna Calante favorisce lo sviluppo fogliare e radicale; in Luna Piena si raccolgono le aromatiche. Il prato lo falcio in luna calante e ci poto pure il fico, ma solo perché il mio è eccessivamente prolifico. Chi segue questi semplici principi di solito consulta il classico calendario lunare di Barbanera, a casa dei miei nonni non mancava mai, ora è anche disponibile online!

Agricoltura biologica: Come si può leggere sul sito dell’AIAB (Associazione Italiana per l’Agricoltura Biologica), il termine “agricoltura biologica” indica un metodo di coltivazione e di allevamento che ammette solo l’impiego di sostanze naturali, presenti cioè in natura, escludendo l’utilizzo di sostanze di sintesi chimica (concimi, diserbanti, insetticidi). Inoltre l’Agricoltura biologica studia modelli di produzione che evitano lo sfruttamento eccessivo delle risorse naturali del suolo, dell’aria e dell’acqua, con l’intento di applicare modelli di sviluppo che le facciano durare nel tempo. La fertilità naturale del suolo viene reintegrata con l’uso di materiale organico, e salvaguardata con apposite tecniche che non sfruttano le risorse in modo intensivo. Per quanto riguarda l’allevamento biologico, l’attenzione si concentra soprattutto sul benessere degli animali, fornendo loro mangimi biologici e spazio necessario perché possano muoversi e pascolare liberamente. [fonte: AIAB, www.aiab.it]

Agricoltura Biodinamica: l’azienda agricola in questo caso viene vista in modo “olistico“, viene cioè messa in relazione con l’ambiente circostante, estendendo poi questa rete di relazioni con la Terra intera, i Pianeti e le Costellazioni. E’ un tipo di agricoltra organica che pone l’attenzione su tutti i sistemi viventi e non, mettendoli in relazione tra loro, si parla dunque di Organismo Agricolo (l’Azienda) legato all’agricoltore attraverso un legame di conoscenza spirituale e pratica, in grado di autoregolarsi nei confronti dei macrofenomeni meteorologici e climatici. [fonte: AgricolturaBiodinamica.it, www.agricolturabiodinamica.it]

Agricoltura Sinergica: l’ossevazione dei processi naturali, soprattutto l’osservazione della capacità di rigenerarsi del suolo naturale, ha dato origine allo studio dell’Agricoltura Sinergica. I teorici principali sono tre: il Alan Smith (professore australiano), Masanobu Fukuoka (biologo e agricoltore giapponese) ed Emilia Hazelip (agronoma e naturalista spagnola). In sintesi, gli studi di Alan Smith hanno dimostrato che sistemi di agricoltura senza aratura, associati a precise consociazioni tra le piante coltivate, favoriscono la naturale rigenerazione del suolo sia per quanto riguarda l’equilbrio tra gli elementi nutritivi che il controllo dei microorganismi sia utili che patogeni. Fukuoka ha dimostrato che la programmazione delle colture può essere praticata rispettando la dinamica degli organismi viventi che si trovano naturalmente nel suolo, eliminando l’aratro e coprendo il suolo con una “pacciamatura vivente”. Emilia Hazelip ha sostanzialmente riadattato le tecniche di Fukuoka ai nostri climi e alla nostra cultura. I Principi Fondamentali per l’agricoltura sinergica sono quattro:

1. Fertilizzazione continua del suolo tramite una copertura organica permanente.
2. Coltivazione di specie annuali in associazione a colture complementari, con l’integrazione d’alberi azoto-fissatori.
3. Assenza d’aratura o di qualsiasi altro tipo di disturbo del suolo: il suolo si lavora da solo.
4. Il suolo si area da solo se noi evitiamo di provocarne il compattamento.

[fonte: Agricoltura Sinergica, www.agrisinergica.altervista.org]

E torniamo al mio piccolo orticello

Ammettiamo pure che appena ho sentito parlare di “eliminazione dell’aratro” mi si è accesa una lampadina: se “orto” per me fino a quel momento significava “zappa e suda”, ora il concetto stava cominciando ad assumere nuove sfumature meno faticose, quando poi approfondendo gli studi, ho letto di un approccio olistico.. in quel momento è scattata la scintilla, l’agricoltura sinergica sarebbe diventata la strada maestra da percorrere. Poi ho dovuto fare i conti con la terra. Facciamo un passo indietro premettendo e ribadendo che sono alle primissime armi, che sto ancora studiando e sperimentando, ma se l’anno scorso mi sono dovuta procurare un freezer a pozzo e ho avuto bisogno dell’intervento del Capopratico per poter rinforzare la struttura che aveva ceduto sotto il peso dei San Marzano, forse significa che sto percorrendo la strada giusta.

Dalle immagini pubblicate nei mesi precedenti si può intuire che lo spazio dedicato al mio orticello è abbastanza ristretto, ma l’esposizione è buona, soleggiata praticamente tutto il giorno e tutto l’anno, l’unica pecca è che è terra “da riporto”, mai coltivata negli anni passati.

Storyboard dell’Ortopeloso:

Anno Zero: ovvero tre primavere orsono, armata di zappa e tanta buona volontà ho girato e livellato – era in pendenza – tutto il terreno eliminando manualmente la maggior parte delle erbacce, e interrando dello stallatico che avevo in garage – perché sono pure squattrinata e mi devo arrangiare con quello che trovo. Perché è vero che zappando perturbi l’equilibrio della terra, ma in questo caso era fondamentale per livellare, eliminare pietre e ridurre al più possibile le erbacce infestanti, inoltre la terra qui è molto argillosa, va quindi lavorata un po’ all’inizio. Eseguita questa prima operazione ho atteso che arrivassero temperature più miti e soprattutto che mi guarissero le vesciche nei palmi, dopodichè ho cominciato a piantumare. Ai bordi dell’orto ho piantato per prime salvia, rosmarino, timo, limoncina e melissa; poi seguendo le consociazioni ho cominciato a coltivare qualche pianta di pomodoro, qualche cespo di insalata, zucchine, melanzane, peperoni e fagiolini. Ma dato che anche l’occhio vuole la sua parte oltre alle consociazioni ho cercato di abbinare colori e tempi di fioritura, in modo da assicurarmi sempre un po’ di colore sparso qui e là. Ho mangiato tutta l’estate, e ho messo pure via qualcosa… Soddisfazione a mille!

Anno Primo: la disposizione apparentemente casuale e disordinata dell’anno precedente mi aveva donato un buon raccolto, ma con qualche difficoltà nella gestione, dato che ad un certo punto le zucchine avevano invaso mezzo spazio e mi pungevo gambe e braccia per raggiungere i pomodori – maledette foglie di zucchine urticanti! E in più passando il decespugliatore per accorciare il prato mi sono trovata un paio di volte a falciare la pianta sbagliata – mannaggia a me! Così ho deciso di organizzare lo spazio in aiuole delimitandole con quello che trovavo in giro, mattoni di recupero, bambù e piastrelle principalmente. A metà Luglio la maggior parte delle piante soffrivano la sete nonostante dedicassi loro due ore al giorno – mattina e sera – per innaffiatura con la pompa, inoltre lo spreco di acqua e il ricordo della bolletta dell’anno precedente ci ha portati alla sperimentazione dell’impianto goccia a goccia, faticosamente studiato e approntato dal Capopratco, una manna!! Ho aggiunto altre aromatiche: lavanda, erba pepe, origano, mi son dovuta procurare un freezer a pozzo e ho finito l’ultimo barattolo di conserva il mese scorso, sono anche riuscita ad ottenere qualcosa di invernale. OK la strada intrapresa sembra quella giusta.

Anno Secondo – quest’anno: spendo poche parole perché ho intenzione di trattare l’argomento con scadenza mensile, è un anno speciale questo, potrò fare poche programmazioni, la mia gravidanza ormai procede più veloce di quanto vorrei, devo ridurre gli sforzi e molte cose proprio non riesco a farle a causa dell’ingombro della panza. Poi non ho idea di come gestire figliolanza e orticello, sono abbastanza sicura di potercela fare, in fondo una volta si faceva pure no? Inoltre gli altri anni conciliavo orto e lavoro, almeno quest’anno sono a casa! Di seguito posto il progetto – in ritardissimo – di Marzo, e mi metto all’opera per Aprile.

ortopeloso di marzo

ortopeloso di marzo

Spring is an attitude not a Temperature (cit.)
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One thought on “l’Agricoltura Biodinamica, Biologica, Sinergica nell’Ortopeloso – ovviamente “for dummies” #03/12

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