Ecologia/Spazio Fatti-Piano

liscivia di cenere e teporino asciutto

Ne Lacasapelosa di cenere se ne produce a secchi, essì perché noi siamo molto ecofriendly (ecologici ed economici) e qualche anno fa abbiamo sostituito il vecchio sistema di riscaldamento “a gas di città” con il nuovo e super-efficiente termocamino rigorosamente a legna. Oltre a beneficiare di un buon teporino asciutto, cosa che qui nella palude è molto difficile da ottenere, ci ritroviamo una gran quantità di cenere da smaltire.

Per poter sfruttare al meglio lo scarto del riscaldamento (perché qui ne Lacasapelosa non si butta via niente!), la cenere prodotta viene utilizzata soprattutto come fertilizzante per la terra, e una parte viene lavorata in modo da ottenere la liscivia.

Ma cosa contiene la cenere? La cenere residua dalla combustione della legna è costituita principalmente da ossidi minerali (silicio, calcio, potassio, fosforo e magnesio). Tutti questi elementi sono importantissimi per la crescita delle piante, quindi restituirli alla terra chiude il cerchio legna-energia e mi fa cresce degli ottimi pomodori nell’orto.

antico metodo per lavare i panni con la liscivia

antico metodo per lavare i panni con la liscivia – fonte: http://www.pianetamamma.it

E cos’è la “liscivia”? In sostanza la liscivia è una soluzione liquida, trasparente, ottenuta dalla bollitura della cenere di legna con un fortissimo potere detergente.
Infatti, nei tempi antichi, la liscivia veniva usata come detersivo per lavare e sbiancare i panni, oppure diluendola, come detergente per piatti e superfici.
La usavano anche per lavarsi, ma per fortuna una volta ci si lavava solo di sabato…

Il potere detergente della liscivia di cenere è dato dalla sua composizione chimica: principalmente è una miscela di soda e potassa (idrossido di sodio e idrossido di potassio), tant’è che un tempo era conosciuta con il nome di potassina.

Ma veniamo al dunque: Come si ottiene la liscivia?

Facendo un po’ di ricerche sul web, si trovano un bel po’ di siti che spiegano come ottenere la liscivia (un esempio per tutti, famoso sito greenme), comunque il procedimento è talmente semplice e noto che praticamente in tutti i siti si trova una valida spiegazione, allora perché non ribadirlo qui nel blog de Lacasapelosa?!

Occorrente:

  • cenere di legna
  • un setaccio a maglie sottili (o un grosso colino) <–!! grosso o grande? –>
  • un mestolo di legno
  • un pentolone molto capiente in acciaio inox
  • un imbuto
  • telo di cotone
  • mascherina, occhiali e guanti

Procedimento:

nota importante: il procedimento non è difficile, e neanche troppo pericoloso, ma visto che si maneggiano sostanze basiche e bollenti è importante prestare molta attenzione. Sarebbe buona abitudine indossare sempre le protezioni adeguate; la mascherina va indossata quando si setaccia la cenere, essendo estreamente sottile si solleva ed è meglio non inalarla, guanti e occhiali protettivi durante gli altri passaggi, perché si maneggiano sostanze basiche e bollenti.

  1. Setacciare la cenere. Questo passaggio sarebbe meglio farlo all’esterno, indossando la mascherina.
  2. Versare cenere e acqua in proporzione 1:5 v/v (un bicchiere di cenere in 5 bicchieri di acqua) nel pentolone capiente.

    pic from web

    cenere setacciata per la liscivia – pic from web

  3. Mescolando di frequente di portare lentamente a ebollizione. Una volta stabilizzata, lasciare sobbollire il composto per circa 2 ore.
    Per valutare se la liscivia è pronta, esiste un metodo empirico, un po’ da coraggiosi e molto da sconsiderati: se ne mette una goccina-ina-ina sulla lingua. Se pizzica, è pronta.
  4. Arrivati a questo punto nel pentolone abbiamo l’acqua, ormai trasformata in liscivia, e il residuo della cenere, chiamato anche pasta di cenere.
    C’è chi filtra immediatamente il composto su un telo di cotone, io preferisco lasciarlo decantare tutta la notte, cosicché la mattina seguente la cenere si è praticamente tutta depositata sul fondo (…e si è raffreddata la liscivia). A questo punto versare il liquido in una tanichetta aiutandosi con l’imbuto, rivestito con un telo di cotone, e un mestolone, ottenendo la liscivia concentrata e, a parte, la pasta di cenere.
  5. Lasciare decantare un’altra notte, poi filtrare nuovamente il tutto, così da aver eliminato praticamente tutte le impurezze ancora sospese – non sembra, ma l mattina c’è un bel po’ di cenere depositata sul fondo.


Usi:

Come abbiamo detto la liscivia è un potente e versatile detergente, pertanto gli usi casalinghi sono parecchi.

Pulizia dei panni: alcuni sostengono che possa essere usata in lavatrice al posto del detersivo. Onestamente non so se i componenti delle lavatrici moderne sono in grado di resistere al pH estremamente basico della liscivia, quindi io non mi azzardo; piuttosto la uso per smacchiare capi bianchi, a mano, come un tempo.

In cucina: diluita una parte in tre (circa) diventa un ottimo detergente sgrassante, fantastica per eliminare il grasso di cucina dalla cappa, e per pulire i piani di lavoro. Ma occhio: se si hanno superfici delicate è meglio verificare prima del trattamento, in un angolo un po’ nascosto. È miracolosa anche sulle incrostazioni delle stoviglie, soprattutto quando si è bruciacchiato qualcosa nella preziosa padella di ceramica…
A questo proposito alcuni suggeriscono l’utilizzo della pasta di cenere per lavare i piatti. Io ci ho provato, ma non ho ottenuto risultati soddisfacenti. Così, non trovando un impiego utile, semplicemente lo butto nell’indifferenziato: non me la sento di metterlo nel compost, un po’ per il pH molto basico, e un po’ perché i minerali che lo compongono non sono più “buoni” per la terra, probabilmente è innocuo però se qualcuno ha dei suggerimenti da lasciarmi, sono tutta occhi!!

Detersione della persona: per ultimo con un altro paio di passaggi di lavorazione, ci si può ricavare un buon sapone liquido e anche uno solido, ma questo merita un post a parte.

buona liscivia a tutti

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